Green Fee assolutamente sproporzionato rispetto allo stato di manutenzione in cui ho trovato il campo: green molli e zuppi d'acqua, fairways mal tenuti con zone spelate e numerosissimi vecchi divots non riparati, bunker inguardabili. Anche il disegno del percorso non sembra all'altezza: molte buche si assomigliano nel disegno e spesso solo la presenza di molta acqua vivacizza il gioco. Nel complesso le seconde nove comunque mi sono piaciute più delle prime che sono un pò sacrificate fra l'autostrada, costruzioni varie e canali artificiali. Club house scenografica, servizi d'eccellenza, ambiente troppo snob. Driving Range un pò stretto rispetto allo spazio disponibile per l'intera struttura.
Ci ho giocatro ieri in gara ed è stata un'esperienza unica. Alla fine, distrutto dalla fatica di 6 ore di gara con molto caldo e un bel temporale alla fine, la prima cosa che ho pensato è ""questo è un vero campo da golf"": tutto quello che avevo visto fino a ieri è sicuramente di livello inferiore. C'è tutto: ambiente scenico, charme Old England, panorami alpini, cura nei dettagli, disegno del percorso, difficoltà tecniche mai viste, green da mal di testa, alberi secolari rigogliosi sempre ""in gioco"", ecc. Ho giocato bene e mi sono pure abbassato, mi è mancato un pò il PUT ............ ma va benissimo così: i famosi green a 3 livelli (come quello della 15) sono veramente pazzeschi e bisognerebbe giocarci spesso per cercare di ...... limitare i danni. Non c'è una buca in piano: TUTTE sono in salita o in discesa o entrambe le cose .......... spesso anche il fair oltre ad essere ondulatissimo ""pende"" a dx o a sx E il bello che ho giocato dai battitori gialli. Dai bianchi credo sia praticamente ingiocabile x giocatori del mio livello (3a cat.): spesso sono arretrati di diverse decine di metri e il corridoio fra gli alberi dove piazzare il primo colpo diventa strettissimo. Credo che giocare a Biella sia un'esperienza che ogni giocatore di qualsiasi categoria dovrebbe fare.
Aggiorno il mio commento precedente: Il circolo si trova in Trentino nel comune di Bocenago, a 3 km da Pinzolo e 15 KM da Madonna di Campiglio, nella verdissima Val Rendeva al cospetto delle Dolomiti del Brenta. E’ un bel percorso di montagna a 9 buche, situato a quota 750 mt con dislivelli significativi su tutto il percorso e importanti trasferimenti fra le buche situate a monte del fiume Sarca e quelle (3) a valle. Da un paio di anni il percorso è stato parzialmente ridisegnato per permettere la costruzione e protezione della nuova variante alla SS 239 che passa parte in galleria sotto la buca 8 e parte a fianco del fiume Sarca. C’è un bel Drivig Range lungo, una discreta area approcci e un putting green un po’ piccolo. Segnalo la bella Club House, il buon ristorante e l’ambiente simpatico e informale. In Agosto c’è molta gente in campo, soprattutto nelle 2 settimane centrali, per il resto della stagione (Aprile – Novembre) è un paradiso … Il percorso è bello, impegnativo, spettacolare e mai banale dove spesso anche le condizioni meteo (vento) possono influire marcatamente. ? TEE: ben curati e perfettamente in piano ? FAIRWAYS: spettacolari per quanto siano soffici e ben curati: anche i meno tecnici trovano soddisfazione nel fare ""palla/zolla"" ? ROUGHT: erba fitta e dura, caratteristica insidiosa ? GREEN: ampi e molto mossi, spesso lenti, e pericolosi per le pendenze “nascoste” ? BUNKER: sabbia bianca “caraibica” molto soffice e sponde curate ? OSTACOLI: il fuori limite (a dx) è sempre in agguato in molte buche; anche l’acqua non manca certo … in montagna ? GIOCO: Campo non lungo (2.879 mt) ma di vera montagna: 18 buche non sono una passeggiata; campo da giocare con un pizzico di modestia e strategia. Sparecchiare bordate fuori fairway non è produttivo in termini di score BUCA 1 Impegnativo PAR 3 di 153 mt. in salita. La difficoltà maggiore sta nel green enorme ma con 3 livelli e in contropendenza BUCA 2 La “buca della chiesa”: dogleg a dx di 90°. Buca corta (280 mt) ma con il green nascosto dalla chiesa del paese (“only the brave” rischiano il colpo a girare dal tee) e molto sopraelevato (ci vuole un ferro in più !!!) BUCA 3 Par 3 in discesa, insidioso per la presenza del fuori limite a DX su tutta la buca e per il green protetto dall’acqua su 2 lati BUCA 4 PAR 5 molto lungo (517 mt) ma in discesa: la buca è tosta, l’insidia principale è data dal problematico secondo colpo da piazzare dopo la “strettoia” del fairway (fra alberi a dx e acqua a sx). Bel green sopraelevato BUCA 5 Dopo il trasferimento è la prima delle buche a valle del Sarca. PAR 4 in piano di 324 mt con la caratteristica di dover saltare o girare attorno a un piccolo appezzamento di terreno che un contadino locale lascia incolto ma non vuole cedere al circolo … Tiro al green reso ostico da un paio di alberi che sia dalla parte dx che sx del fairway entrano in gioco BUCA 6 Classico PAR 3 (101 mt) a isola. Buca che “sembra” facile ma che invece si presta al bogey. La bandiera è sempre piazzata in modo ostico vicino all’acqua. BUCA 7 Bel PAR 4 in piano di 424 mt con green molto difficile da prendere in 2 colpi. Reti a DX e acqua a SX complicano il tee shot soprattutto dalle partenze arretrate. BUCA 8 Dopo aver riattraversato il ponte per risalire a monte del fiume, si arriva (senza fiato) a questo PAR 5 di 480 mt in salita. Primo tiro da paura (reti a SX, fuori limite a DX, ruscelletto frontale che attraversa il fairway) che consiglia una tattica prudente. Dal 2° tiro la buca sale molto e il vento in faccia (soprattutto di pomeriggio) consiglia di scegliere bene il bastone (1 o 2 in più …) BUCA 9 Eccoci alla fine con una bella buca PAR 4 (345 mt) molto insidiosa in quanto il green confina con un laghetto da saltare “di traverso”. Anche qui il vento può entrare in gioco e attenzione a fermare la palla in green perché appena oltre c’è la rete del Driving Range.
Aggiorno il mio comento precedente: Il percorso, stranamente collinare per la location “padana”, si sviluppa in modo approssimativamente circolare attorno ad una collinetta e all’interno di un fitto bosco impenetrabile. Lo scenario è suggestivo e scenografico: sembra quasi di essere su un campo di montagna. Spesso si incontrano animali selvatici e si può godere a pieno di una natura non artificiale, (come al contrario spesso accade in molti campi pianeggianti dove tutto è costruito). E’ un percorso “naturale” dove per naturale si intende che il terreno non ha drenaggi artificiali e non è stato realizzato nessun movimento di terra al momento della costruzione del percorso. In più il terreno è molto argilloso, il che è molto indicato per le risaie del Novarese (in quanto trattiene l'acqua) ma non proprio per un percorso di golf. Il percorso ha 9 buche carine e divertenti, corte e strette ma con poca acqua. Esiste anche un annesso campo pratica un po’ sacrificato ma funzionale. Tutte le buche hanno caratteristiche diverse, divertenti e mai banali. ? I Tee sono un po’ spelacchiati, ma forse il minus principale è che su alcuni di essi si ha difficoltà a trovare una zona in piano dove addressarsi. Le partenze dai battitori bianchi rendono in almeno 3 buche particolarmente interessanti i tee shot: il bosco incombente, entra pesantemente in gioco consigliando strategie prudenti. ? I Fairways sono stretti e a onor del vero non particolarmente curati: il terreno è spesso duro e i ferri spesso tendono a rimbalzare. In alcuni punti poi non c’è molta differenza fra fairway e rough. ? I green, sempre difesi da bunker piazzati strategicamente, sono piccoli ed insidiosi per le pendenze spesso accentuate fra la parte retrostante ed il fronte; la superfice è un po’ dura ma basta saperlo e tenerne conto per calibrare la velocità della pallina ? I bunker hanno una sabbia molto compatta ed umida (siamo in un bosco e l’umidità è di casa anche in piena estate): la palla non si infossa mai, e anche il SW ogni tanto rimbalza … ? Esiste un unico vero ostacolo d’acqua, un laghetto presente sull’unico PAR 5 (buca 7) del percorso: è circondato da alberi ed entra in gioco frontalmente attaccando il green col 3° colpo. ? Un campo così corto (2.710 mt) può sembrare “facile”, ma non lo è assolutamente. Deve essere affrontato con umiltà e strategia in quanto molto punitivo: il bosco (fittissimo) al minimo errore entra in gioco pesantemente e da sotto gli alberi è impossibile recuperare. I giocatori con HCP alto possono sopravvivere anche non tirando i legni se non ne padroneggiano l’uso in modo molto concreto. Personalmente su alcune buche ultimamente gioco “in difesa” rinunciando a qualche metro ma cercando di metterla in fairway. E’ un campo dove non si vedono mai risultati eclatanti sugli score. Non esiste una vera e propria CLUB HOUSE: di recente è stato costruito una bella struttura prefabbricata in legno (stile baita di montagna) dove ci si può riparare in caso di maltempo e dove si trova una minuscola buvette. Nota negativa per gli spogliatoi ed i servizi igienici praticamente inesistenti e malridotti in un prefabbricato poco distante. Il clima umano che si respira è forse una delle caratteristiche migliori di questo golf club. Pur in assenza di un circolo vero e proprio dove poter socializzare, la struttura è frequentata da un bel numero di soci, dove simpatia e anche goliardia non mancano mai. E’ un ambiente molto “aperto” anche a chi viene da fuori e non è socio (io non lo sono) e durante i miei giri di campo spesso ho avuto modo di conoscere belle persone che amano il gioco del golf in quanto tale. Per ultimo segnalo come nota positiva l’interessante costo di accesso al campo e l’ampia disponibilità del circolo a sottoscrivere convenzioni con campi pratica e altri percorsi di gioco.
Ci ho giocato l’ultimo we di Agosto, molto caldo e molta gente di ritorno dalle ferie. Campo a 9 buche carino e divertente con annesso bel campo pratica molto ordinato. Alcune buche sono spettacolari e divertenti, altre un pò banali e ricavate fra i campi di mais e la pista dell’Aeroclub che circondano il percorso. Le partenze dai battitori bianchi rendono alcune buche particolarmente interessanti e “tricky”. Campo sostanzialmente pianeggiante (tranne le buche 2 e 3) con presenza di molta acqua. Tee piuttosto malridotti (c’è più sabbia che erba). Green purtroppo carotati e sabbiati in abbondanza (giudizio sospeso) alcuni dei quali troppo piccoli (buca 4 - tipo pitch & put). Fairways curati e soffici, solo in alcuni punti (buca 6) con acqua occasionale, nonostante la stagione secca, forse causata dall’abbondanza di fossati e rogge che costeggiano il percorso. Per ultimo segnalo come nota positiva l’interessante costo di accesso al campo che prevede un green fee “giornaliero” che non pone limiti al numero di buche da giocare.
Carino e niente più: più un pitch & put che un campo vero. Un paio di Tee spettacolari con tiro dall'alto, non bastano però a compensare il fatto di dover spesso tirare da tappetini sintetici vecchi e spelacchiati. Buoni i green anche se spesso minuscoli ..... proporzionati al resto.
Forse il miglior posto a Milano per avvicinarsi a questo splendito gioco senza spendere una fortuna e conoscere tante persone che lo amano veramente. La location c'è, le strutture ancora latitano ......
Le prime 9, disegnate 30 anni fa, sono ricavate nel bosco e risultano forse strette e impegnative. Le seconde 9 ""sul dosso"" hanno un disegno più moderno, ampie e piene di bunkers. Campo divertente e non banale.
Bel campo in un contesto notevole ... alberi secolari in un parco protetto. Bella atmosfera di ""altri tempi"" e, a parte Agosto, prezzi corretti. Mi piacciono molto le buche scenografiche ""in salita"" (8-9-10), ma purtroppo il giro finisce con due buche abbastanza banali (17) e assurde (18 nel campo pratica).
Interessante anche se un pò sacrificato fra l'Autostrada, le cascine, il cimitero e i campi coltivati. Ci sono lunghi spostamenti fra le buche e il disegno del campo la prima volta non è facilmente intuibile se si gira da soli. Personalmente l'ho trovato anche un pò stretto e punitivo anche se a furia di giocarci e migliorando il mio gioco ho iniziato ad apprezzarlo maggiormente.